@Raffaele Pigneri

Serie A e giovani: il bello arriva sotto porta

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21/11/2014 14:27
Se trovare under 21 di spicco in porta, difesa e centrocampo non era stata proprio una passeggiata, costa davvero pochissima fatica trovarne in attacco. Primo perche' il criterio e' il rendimento fantacalcistico, secondo perche' il calcio italiano puo' ancora permettersi campioncini in erba. Come dire, siamo ai margini dell'Impero, ma non ci hanno ancora buttato fuori, e una giovane promessa vede di buon occhio la vetrina della Serie A. Lo stesso dicasi per i grandi club, che parcheggiano volentieri i loro talenti nelle nostre squadre.

E' il caso di Morata, forse calcisticamente parlando la piu' bella sorpresa di questo primo terzo o quasi di stagione. Il ragazzo del vivaio del Real Madrid e' passato alla Juventus con una formula che defiire cervellotica e' fargli un complimento. Un po' come fece Bojan del Barcellona quando passo' alla Roma nel 2011. In soldoni, tra due anni il Real Madrid potra' ricomprarsi l'attuale giocatore della Juventus nel caso diventi un fenomeno. E se il buongiorno si vede dal mattino, non credo che il futuro di Morata sia a tinte bianconere. Il centravanti nato nel 1992 nella capitale spagnola e' arrivato con tutte le carte in regola: tra Liga e Champions, con la camiseta blanca ha collezionato 9 reti e 6 assist in 40 gare. Orologio alla mano, un gol ogni 128' e un gol procurato ogni 193'. In Serie A ha fatto benissimo da subito. Una sola volta titolare su 6 presenze, quattro gol e una fantamedia dell'8,67. Alla faccia dell'enfant prodige. Un rosso dopo Juve-Roma.

Un altro che ha la faccia dell'astro nascente e' El Khouma Babacar. Dell'attaccante viola avevo gia' parlato piu' volte lo scorso anno, mentre si stava consacrando con la maglia del Modena sotto l'esperta guida di Walter Novellino. Mi sono anche augurato che la Fiorentina lo riportasse a casa vista la sfortuna viola che si accanisce sugli attaccanti di Montella. Ma non avrei immaginato un impatto, cosi' maturo, quasi da grande, sul campionato. Senegalese nato a marzo del 1993, e' arrivato alla Fiorentina nel 2007, a 14 anni. Il fratellino minore di Balotelli ha tutti i colpi del fuoriclasse, e a differenza dell'attaccante del Liverpool, sembrerebbe avere anche una migliore capacita' di ascoltare i consigli dei piu' grandi. L'aiuto di Montella c'e' e si vede. Titolare 10 volte su 11 gare di campionato, 4 reti e due gialli. Fantamedia del 7,3: se non ci fosse lui, la Fiorentina avrebbe qualche punto in meno.

Sorpresa ancora piu' bella, ai miei occhi, e' Paulo Dybala. Un altro in cui non credevo minimamente. Non per i mezzi tecnici, che sono lapalissianamente sopraffini nel caso di questo giovane argentino del Palermo. Ma perche' pensavo che non sarebbe riuscito ad emergere in un campionato che per i rosanero si preannunciava discretamente problematico. Tutt'altro, la Joya - come lo chiamano in Argentina e sempre di piu' anche da noi - e' riuscito a mettersi la squadra sulle spalle e a tirarla fuori dal momento piu' difficile. Quattro reti (un rigore) e due assist, un rendimento cresciuto esponenzialmente dopo lo 0-3 di Empoli, la gara della resa dei conti fra un furioso Zamparini e uno Iachini in grande difficolta. Un gol e un assist hanno portato ai rosanero la vittoria nello scontro diretto con il Catania e Dybala sulle prime pagine dei giornali. Fantamedia del 7,55 per il genietto di Laguna Larga.

Dalle promesse alle certezze, il piu' "vecchio" dei giovani. La carta di identita' dice sempre 1993, eppure Mauro Icardi gioca in pianta stabile in Serie A da tre campionati (infortuni permettendo). Dopo il grande esordio con la Sampdoria (una sua doppietta fece crollare per la prima volta lo Juventus Stadium), e' diventato sinonimo di rinascita in un'Inter decaduta quanto si vuole, ma pur sempre Inter. Terzo bomber del campionato dietro a Tevez e Callejon, l'argentino ha collezionato 7 reti (due rigori) in 11 presenze con una fantamedia del 7,91. Un solo assist, nessun cartellino giallo. L'arrivo di Mancini potrebbe fargli bene: il nuovo tecnico nerazzurro puo' piacere o non piacere, ma sa trattare benissimo con i giocatori di classe e personalita', visto che anche lui stesso viene proprio da li'. E anche per lui, il carattere sopra le righe era lo specchio di un talento incontestabile. Chissa' quanto avra' da imparare Maurito...
 
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