@Raffaele Pigneri

Duecento di questi gol: e' un Di Natale che non finisce mai

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24/11/2014 13:36
Toto' bicentenario. Non e' il titolo di una commedia del Principe della risata. Invece e' un titolo che Toto' Di Natale, napoletano come il De Curtis, si e' guadagnato domenica scorsa sul campo, punendo il Chievo e raggiungendo la quota di 200 gol in Serie A.

Nella storia del nostro calcio, solo altri 6 lo possono guardare dall'alto in basso: Piola (274 gol), Totti (237), Nordahl (225), Meazza e Altafini (216) e Roberto Baggio (205). Il settimo, probabilmente destinato a diventare abbastanza presto il sesto, di questa ristretta cerchia di eletti, visti i soli 5 gol che lo tengono dietro al Divin Codino. Di Natale e' insieme a Totti l'unico dei magnifici 7 ancora in attivita', ma rispetto al capitano della Roma ha una media gol migliore, visto che 200 centri in 400 partite significano mezzo gol a partita, contro lo 0,42 del giallorosso.

Di Natale e' il campione di provincia che non ha mai giocato in una big. Anzi, una big arrivo' addirittura a rifiutarla, e che big: la Juventus. Certo, l'era Conte doveva ancora iniziare e Di Natale preferi' continuare a sentirsi dio a Udine piuttosto che uno dei tanti nel bianconero altolocato. Si e' affacciato al grande calcio con la maglia dell'Empoli per poi assumere la statura del campione con quella dell'Udinese.

Nei primi anni, in fin dei conti, Di Natale non era nemmeno il punto di riferimento offensivo della propria squadra, visto che nell'Empoli di Baldini il centravanti vero, l'uomo d'area, quello che dava "profondita'" come si dice adesso, era Tommaso Rocchi. Di Natale era un rifinitore dai piedi fatati e con grandi doti realizzative: 18 gol in 60 presenze in due stagioni di A con i toscani.

La svolta tattica arrivo' a Udine e nemmeno subito. Due anni ancora da 10 puro, prima con Spalletti (7 reti in 33 presenze) e poi con Cosmi (8 in 35), i suoi compagni di reparto erano Di Michele e Iaquinta. Poi l'arrivo a Udine di Galeone prima e Malesani poi, due tecnici che quando parlano di tridente intendono tre attaccanti veri. Di Natale si sposta stabilmente negli ultimi 20 metri e qull'anno li' va in doppia cifra: 11 gol nel 2006/07, non tornera' mai piu' sotto la soglia dei 10.

E' il 2006/2007. Di Natale va per i 30 anni, l'Italia del post Lippi punta forte su di lui e cosi' fa anche l'Udinese. E giustamente, perche' il meglio del suo repertorio arrivera' proprio negli otto anni successivi. Nel 2007/08 segna 17 gol in 36 gare e diventa finalmente un gioiello anche del fantacalcio, uno dei pezzi da non lasciare alla concorrenza. La sua fantamedia non scendera' piu' sotto il 7,42 (2006/07) e cinque volte sara' al di sopra dell'8, con il vertiginoso picco dell'8,97 raggiunto nel 2009/10, quando diventa capocannoniere della Serie A per la prima volta con 29 gol.

La stagione dopo si ripete a quota 28. 23 gol nel 2012 (36 partite) e nel 2013 (33), prima di scendere sotto ai 20 nel 2013/14: 17 gol in 32 presenze. In un calcio in cui i campioni - ahinoi - erano ancora parecchi, Di Natale ha finito per arrivare ai 30 anni non dico passando inosservato, ma comunque da figura di secondo piano dietro a quelli che all'epoca venivano considerati veri e propri mostri sacri. Oggi, col senno del poi, la differenza con i vari Ibrahimovic e Trezeguet risulta piu' sfumata. Con sette reti in undici gare, ci sono tutti i segni perche' quella in corso sia un'ottima annata per Di Natale. Ottima annata per un grande vino, di quei nobili che migliorano invecchiando, per dare il meglio di se' nella maturita'.

Scheda giocatore



Di Natale A.
 
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